Figlie di Sherazade.


Figlie di Sherazade
Raccontare per salvarsi la vita
ilnaufragarmèdolce
In occasione della Giornata internazionale della donna
Prima regionale
Il racconto come arma per difendersi. La voce come presa di coscienza, condivisione, testimonianza. È la storia vera di due giovani donne che raccontano affinché altre donne possano un giorno vivere in condizioni migliori.
Due storie esemplari, due punti di vista apparentemente divergenti che convergono in un unico desiderio: la speranza di un mondo migliore. Il progetto nasce dal bisogno di capire e raccontare la diversità di genere nel mondo, individuando nel racconto la possibilità di superare tali disuguaglianze. Due donne si raccontano come in uno specchio ribaltato: una fuga e un ritorno, un dramma personale e le sofferenze di un popolo. Una ragazza nata in Germania da genitori turchi, costretta a fuggire per evitare un matrimonio imposto, e una bambina afghana rifugiata in Pakistan, accolta in una scuola femminile clandestina. Le loro storie, nella loro diversità, scorrono parallele e nell’intrecciarsi producono, per analogia o per contrasto, un nuovo significato, che lascia alla riflessione dello spettatore l’ultima parola.
Spostando apparentemente il focus dal nostro ambito culturale, lo spettacolo vuole far riflettere sul fenomeno delle disuguaglianze, della negazione dei diritti e della violenza di genere anche in occidente.
Nello spettacolo la narrazione è accompagnata da musica e proiezioni video, che concorrono a far entrare lo spettatore nel corpo vivo della storia.
Lo spettacolo ha vinto il Premio RadioRAI Microfono di Cristallo ed è stato finalista al Premio Ustica per il Teatro 2007 e al Festival Internazionale di Lugano. Inserito nell’Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, ha ricevuto una Lettera di Encomio del Presidente della Repubblica.
Date, orari e luogo
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Data11 Marzo 2027
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Ora inizio21:00
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Luogo di svolgimentoTeatro delle Spiagge
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Dettagli
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scritto, diretto e interpretato daChiara Casarico e Tiziana Scrocca
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musiche originali diRosie Wiederkehr (Agricantus) e Ruth Bieri
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scene e fotografieFranca D’Angelo
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scultureNato Frascà





















